I’m alive! And I’ve got good news | Sono vivo! E ho buone notizie

ENGLISH (Italiano più in basso)

Just a quick post to let everybody know that I’m alive and well! The blog’s not really up-to-date, but I’m working on the development of Ninety Minutes. I’ve done a lot of internal and blind playtesting, and I’m happy to announce that the game seems solid enough to put out the Beta test version.

I still have to write a good chunk of it, but I’m feeling good about it. The issues I had are mostly gone, and I just have to figure out how to better explain a few procedures.

Anyway, everything’s going forward.

…and, to prove that I’m not lying, here’s the French 1.3 version! Rejoice!

ITALIANO

Solo una breve nota per comunicare a tutti che sono vivo e sto bene! Il blog non è molto aggiornato, ma sto lavorando allo sviluppo di Novanta minuti. Ho svolto un sacco di playtesting, sia interno che esterno, e sono felice di annunciare che il gioco mi sembra solido a sufficienza per passare alla fase di Beta-testing.

Devo ancora scriverne una buona parte, ma sono piuttosto soddisfatto. Ho risolto praticamente tutti i dubbi che avevo, e adesso devo solamente trovare il modo di spiegare meglio alcune procedure.

Ad ogni modo, tutto sta andando avanti.

…e, come prova della mia sincerità, ecco il link alla traduzione francese della versione 1.3! Allegria!

Ninety Minutes – Playtest Draft 1.3

ENGLISH (italiano sotto)

So! It’s been a while since I’ve last updated this blog. Well, that doesn’t mean I stood idly looking at my ceiling (though it’s a nice, white ceiling, I have to admit. It’s full of wrinkles, and there’s a huge spider in a cornerer that eats all those pesky mosquitoes… Well, sorry, I was digressing).

In all of these weeks, I’ve playtested Ninety Minutes, I’ve heard actual plays of external playtests and I’ve chatted a lot with a lot of fantastic people. All of this brought me to rewrite part of the text, to give the game a bit more structure and to explain some of the procedures that were clear in my head, buy didn’t get to be written in the book (it was their fault, not mine, I swear!)

Anyway, in the link bar you can find the new playtest draft, version 1.3.

The main differences with the previous one (1.02) are these:

– the memory triggers are 3 per player, not 4 (thanks, Meg!)
– the son must be at least 10 years old during each memory
– before the first memory, the Son gets to describe a few specific details
– the procedures for Time have been clarified and expanded
– the text has been revised here and there
– some typos have been crashed

Some of these rules need more playtesting, and all the text will be overthrown and completely rewritten, but I feel like the main core it’s all there already, and the game proved to be working in actual play. So, here it is, now.

As always, if you play it, I’ll be happy to know how it went!

—–
ITALIANO

Allora! Ne è passata dall’ultima volta che ho aggiornato il blog, eh… Be’, questo non significa che me ne sia rimasto con le mani in mano a guardare il soffitto (anche se è un bel soffitto bianco, devo ammettere. È pieno di crepette, e c’è un ragno gigantesco in un angolo che si mangia tutte quelle fastidiose zanzare… Scusate, sto divagando).

In tutte queste settimane, ho playtestato Novanta minuti, ho sentito resoconti di playtest indipendenti e chiacchierato con un sacco di persone fantastiche. Tutto questo mi ha portato a riscrivere parte del testo, a dare al gioco un po’ più di struttura e a spiegare alcune delle procedure che erano chiare nella mia testa, ma che in qualche modo non erano finite nel libro (è colpa loro, non mia! Giuro!)

Ad ogni modo, nella sezione dei link ho inserito la nuova versione di playtest, la 1.3.

Le differenze principali rispetto alla precedente (la 1.02) sono queste:

– gli spunti di memoria sono 3 per giocatore, non 4 (grazie, Meg!)
– il figlio deve avere almeno 10 anni all’interno di ogni ricordo
– prima del primo ricordo, il Figlio deve descrivere alcuni dettagli specifici
– le procedure per il Tempo sono state chiarite ed espanse
– il testo è stato ritoccato qua e là
– alcuni typo sono stati corretti

Alcune di queste regole hanno bisogno di essere ulteriormente playtestate, e il testo andrà decisamente riscritto da capo, ma credo che il grosso del gioco sia già tutto dentro, e si è dimostrato funzionare sufficientemente bene, per ora. Ed eccolo quindi qui.

Come al solito, se lo provate fatemi sapere come sia andata!

Testo italiano in .epub

ITALIANO

Una decina di giorni fa sono stato a EtrusCon, una convention italiana di giochi di ruolo e da tavolo che si svolge due volte all’anno (a febbraio e a luglio, di solito) a Montecatini Terme.

Il sabato sera si è svolto un playtest di Novanta minuti molto bello e utile. Il gioco sembra essere piaicuto sia ai giocatori che agli spettatori, che al termine della partita hanno avuto tutti parole gentili e incoraggianti di grande apprezzamento. Inoltre sono saltati fuori alcuni suggerimenti parecchio sensati, che sto pensando di integrare nel gioco. Ho poi verificato che, come aveva notato subito Iacopo Frigerio di Coyote Press, il giocatore nel ruolo del Tempo ha bisogno di procedure un poco più chiare su cui fare affidamento, e nei prossimi playtest mi concentrerò su questa parte (il resto del gioco, a parte un paio di minimi aggiustamenti, sembra per il momento essere sufficientemente solido).

Fra le altre cose, comunque (ed è questo il motivo per cui sto scrivendo qui), Daniele Lostia, uno degli autori di Piombo!, mi ha chiesto se fosse disponibile un formato più comodo per un lettore ebook. Finora no, non c’era; ho quindi convertito il testo in .epub, e adesso è possibile trovarlo nella sezione link qui a fianco (scusami per il ritardo, Daniele!).

Il testo è il medesimo del .pdf di playtest, senza alcuna variazione. La conversione di formato non è particolarmente raffinata, ma il mio lettore la visualizza senza problemi; se dovesse dare qualche grosso problema, segnalatemelo, vedrò come rimediare.

Per ora ho convertito solo il testo italiano, perché è quello su cui mi sto concentrando maggiormente; in futuro forse convertirò anche quello in Inglese, magari dopo l’uscita di un’ulteriore versione di playtest aggiornata, ma per il momento vorrei evitare di mettere in campo troppi testi che potrebbero cambiare rapidamente.

Bene, anche per oggi è tutto. Come sempre, se doveste provare il gioco contattatemi pure per qualsiasi chiarimento, e fatemi sapere come sia andata!

A presto!

Novanta minuti in Polacco! || Ninety Minutes in Polish!

ITALIANO (English translation below)

Il 16 giugno è il “Free RPG Day”, che in Polonia viene chiamato “Dzień Darmowych Gier Fabularnych”. Per questa occasione, il sito polacco grynarracyjne.pl, lo stesso che il mese scorso mi ha intervistato a proposito di Novanta minuti, mi ha chiesto il permesso di pubblicare una traduzione in Polacco del testo del gioco.

Il gioco non è ancora pronto, ha bisogno di essere playtestato e rifinito; detto questo, visto che la versione di playtest è già disponibile gratuitamente in Italiano e in Inglese, aggiungere un’ulteriore traduzione non può che farmi piacere.

Inoltre, le persone che hanno lavorato al file si sono veramente messe d’impegno, e ne è uscito un manualetto molto, molto carino.

Quindi, sono felice di presentare 90 minut, traduzione in Polacco di Novanta minuti!

ENGLISH

June 16th is the “Free RPG Day”, that in Poland is called “Dzień Darmowych Gier Fabularnych”. For this occasion, polish website grynarracyjne.pl, the same websites that last month published my interview about the game, asked me permission to translate and publish the polish translation of Ninety Minutes.

The game itself is not finished yet, it needs playtesting and polishing; anyway, given that the playtest draft is already available for free in Italian and English, adding another translation can only make me happy.

Plus, the people who worked on the file assembled a really beautiful manual.

So, I’m happy to present 90 minut, Polish translation of Ninety Minutes!

Intervista per grynarracyjne.pl

ITALIANO (English version in next post)

Poco dopo la pubblicazione dei risultati del “Game Chef”, sono stato contattato dal sito polacco grynarracyjne.pl, che mi ha chiesto di potermi intervistare. Naturalmente ho risposto di sì, e oggi è uscito l’articolo contenente l’intervista (in Polacco), intitolato “La fiction è importante”.

Per tutti quelli che, come me, di Polacco capiscono ben poco, posto la traduzione in Italiano.

Domanda – Potresti scrivere qualche frase su di te, sul gioco e sul “Game Chef”?

Risposta – Be’, non credo che ci sia molto d’interessante da sapere su di me. Ho ventisei anni, studio webdesign e letteratura e nel frattempo progetto qualche sito qua e là per finire l’università. Bella noia, eh?

In compenso, credo di conoscere la maggior parte dei giocatori italiani di story-games, e anche alcune delle star internazionali.

Novanta minuti è il mio primo tentativo di scrivere un gioco. Ho partecipato al “Game Chef” di quest’anno perché alcune persone si sono offerte di organizzare una sezione italiana del contest e di tradurre poi i giochi qualificatisi per le finali.
Ho visto un sacco di belle idee e sono contento di aver partecipato a questa edizione.

D – Come mai hai scelto un argomento così difficile?

R – Be’, non l’ho esattamente scelto. Il tema di quest’anno è stato pubblicato un po’ prima degli ingredienti, e quando ho visto che si trattava di “ultima occasione” ho immediatamente pensato a un’ultima occasione che sarebbe potuta accadere nella vita, come appunto un ultimo saluto a una persona cara.

Non pensavo che fosse un’idea particolarmente originale, ma poi, dando uno sguardo alle bozze degli altri giochi sui forum di sviluppo, ho notato che la maggior parte di essi era focalizzata su altri tipi di “ultima occasione”, come ad esempio l’ultima occasione di salvare la Terra, o di giocare a uno specifico gioco, o di raccontare una determinata storia – così ho deciso di provarci.

D – Qual è stato il problema più grosso?

R – Uhm, non saprei. Il gioco è passato abbastanza fluentemente dalla testa alla penna; non è particolarmente lungo, e mi è venuto in mente in un unico blocco – avevo chiare le meccaniche principali praticamente fin dall’inizio.

Credo che le restrizioni sul tempo e sul numero delle parole mi abbia aiutato molto a focalizzarmi su che cosa fosse necessario e che cosa fosse superfluo, e sul come presentare il gioco nel modo migliore di cui fossi capace.

D – Continuerai a lavorare al gioco?

R – Sì, credo di sì. C’è questa specie di maledizione che ha afflitto i vincitori delle scorse edizioni del “Game Chef”, ed è che il gioco risultato vincitore viene spesso abbandonato o comunque non terminato, mentre altri giochi che non hanno vinto sono diventati enormi successi, e bellissimi giochi (penso, ad esempio, a Polaris, The Mountain Witch o The Play’s the Thing).

Cercherò quindi di spezzare la maledizione e di finire il gioco. Non so poi se lo pubblicherò, ed eventualmente in quale forma, ma sono deciso in ogni caso a completarlo.

D – Che cosa ha significato per te la vittoria? Come sintetizzeresti l’esperienza del “Game Chef”?

R – Be’, sono contento, perché mi piace l’idea alla base del gioco e fa sempre piacere quando qualcuno apprezza qualcosa che hai creato – soprattutto se, in questo campo, si tratta di persone come Mike Holmes e Jonathan Walton.

Comunque, a parte questo, il “Game Chef” è un concorso amichevole, e la parte importante del contest non è la vittoria, ma leggere e recensire giochi scritti da altri giocatori, e credo che questa sia la cosa più interessante.

Inoltre, quest’anno ha visto una partecipazione imponente di giocatori italiani (con 15 giochi in Italiano e 2 in Inglese!), ed è esaltante far parte in qualche modo di questa nuova ondata di progettazione di giochi moderni da parte di Italiani!

D – Hai qualche consiglio da dare a chi si approcci adesso alla progettazione di giochi?

R – Considerando che sono a mia volta un novizio, non sono sicuro di avere pillole di saggezza da distribuire…

La prima cosa che mi viene in mente, perché l’ho notata come problema in quasi tutti i giochi che ho recensito, è piuttosto tecnica: la fiction è importante.

Quando gioco a un gioco di roleplay, la cosa che mi stimola maggiormente è il vedere come quello che, attraverso i/l miei/io personaggi/o, faccio si riflette sul mondo che noi giocatori stiamo immaginando, e come questo mondo si espanda a sua volta nelle meccaniche. Se riesco a sentire che le mie azioni hanno un impatto sul mondo immaginato, e che il mondo così cambiato ha un impatto sulle meccaniche del gioco, riesco ad appassionarmi alla fiction a un livello profondo, e penso che quello sia il momento in cui si crei la vera magia.

Quindi, in breve, ritengo che in un gioco sia importante collegare strettamente le meccaniche e la fiction che immaginiamo. Per un ottimo esempio di come questo possa essere fatto, consiglio di giocare ad Apocalypse World, di Vincent Baker.

La seconda cosa che mi viene in mente è questa: gioca. Gioca un sacco, e divertiti un mucchio.

Se stai progettando un gioco, tutti i Big Model, Threefold Model, FUNnel Model e Verità Jeep del mondo non riesco a eguagliare l’impatto di una singola, intensa, divertente sessione di gioco. Se veramente vuoi imparare a esprimerti attraverso la scrittura di giochi, inizia facendoti un regalo: gioca parecchio e divertiti giocando.

Potrebbe sembrare un’affermazione retorica, ma è quello che è accaduto a me: ho giocato molto, ho attraversato tante sessioni intense, e i concetti di teoria sono quindi risultati più approcciabili, perché sapevo ricollegarli a esperienze concrete che me li facevano apparire più chiari.

Aggiunti feed RSS || RSS feed function added

ITALIANO

Ho aggiunto i feed RSS. Non so per quale motivo li avessi disattivati, sto ancora prendendo confidenza con WordPress.

Ok, nulla di più, questa era una semplice comunicazione tecnica.

A lunedì!

ENGLISH

I’ve added the RSS feed function. I’m not sure why I disabled it in the first place, I’m still adjusting to WordPress.

Anyway, this was just a quick technical update.

See you on monday!

Aggiunti link per il download || Download links added

ITALIANO

Un post veloce per segnalare che ho aggiunto nella barra laterale i link per scaricare la versione di playtest del gioco, sia in Italiano che in Inglese.

Questa versione è leggermente diversa da quella presentata al “Game Chef”: ho modificato un paio di sezioni del testo per aggiungere considerazioni dovute al feedback ricevuto finora e ho corretto qualche typo. Per la versione Inglese, mi prendo la completa responsabilità per gli errori del materiale modificato, visto che questa volta non è passato sotto agli occhi della bravissima Giulia.

Mi sono poi reso conto di una cosa terribile, ieri, mentre verificavo quale nome del dominio fosse disponibile: 90 minuti è la durata di una partita di calcio, ed è un’espressione usata spesso in quell’ambito.
A costo di risultare impopolare, specifico chiaramente subito che il gioco non ha nulla a che vedere con il calcio, e che se il titolo non mi piacesse così tanto non esiterei un istante a cambiarlo (riesco a sentire da qua le urla degli appassionati di calcio che sono arrivati qui convinti di trovare un’appendice della Gazzetta dello Sport).

Not on my watch!

Bene, sto facendo i preparativi per l’InterNosCon’12… Al prossimo post, che sarà sicuramente dopo lunedì!

ENGLISH

Just a quick post to point out that I’ve added to the sidebar the links to download the playtest version of the game, both in English and Italian.

This version is slightly different from the one I submitted to “Game Chef”: I modified a couple of sections of the text to add considerations that I made after receiving some feedback, and I spotted one, maybe two typos. I also take full responsbility for the horrible English of the parts I’ve added, because they weren’t supervised by awesome Giulia, but only written by me.

Also, yesterday, while searching for a free WordPress domain, I had a horrible revelation: 90 minutes is the default time of a soccer game, and (especially in Italy) it is also used as a common expression that refers to that scene.
At the cost of being unpopular, I’ll clearly specify right now that the game has nothing to do with soccer, and that if I didn’t like the title so much, I wouldn’t hesitate a second to change it (I can hear from my home the screams of soccer fans that got here in search of a sport magazine appendix).

Right now, I’m packing for InterNosCon’12, so… See you next post, that will surely be after monday!

Per sconfiggere la maledizione del Game Chef || To defeat the Game Chef curse

ITALIANO

La maledizione. Già, perché pare che i giochi che hanno vinto il “Game Chef” negli anni passati poi tendenzialmente siano spariti nel nulla, o comunque il loro sviluppo sia stato interrotto dopo la vittoria.

Io sono piuttosto deciso a spezzare questa maledizione. Il gioco che ho scritto mi stimola a farlo e, a meno che all’atto pratico non si riveli rotto al punto da essere irrecuperabile, sono intenzionato a playtestarlo, riscriverlo, migliorarlo e completarlo.

Quindi, alla fine ho deciso di aprire un blog per tenere traccia degli aggiornamenti. Per il momento ho solo sistemato le sezioni About, ma a breve conto di inserire nella barra laterale i link alle versioni attuali del testo (sia in Italiano che in Inglese) e smanettare con le opzioni di WordPress. Cercherò di fare tutto in giornata, perché il fine settimana sarò a Bertinoro.

Che cosa c’è a Bertinoro, un paesello sperduto su uno degli sparuti colli romagnoli? C’è l’InterNosCon’12, ecco che cosa c’è! Tre giorni di gioco, compagnia e buon cibo all’insegna del divertimento sano e rilassato. Inoltre, ho saputo che in questo stesso fine settimana a Bertinoro si svolgerà anche una manifestazione jazzistica, quindi saranno tre giorni sicuramente eccitanti!

Bene, al solito volevo fare un post breve e conciso, e invece ho sbrodolato più del dovuto. Ora lo trascrivo qui sotto in Inglese per gli amici anglofoni e poi vado a letto, ché è già tardi e il cervello sta ricominciando a farmi giochetti strani.

Ci sentiamo!

ENGLISH (sorta)

The curse. Yes, because it seems that the games that won the “Game Chef” in the past years have tended to vanish, or anyway they have not been further developed, for the most part.

I’m willing to break this curse. The game that I wrote stimulates me to do it and, unless it proves broken to a point in which it’s unmanageable, I definitely want to playtest it, rewrite it, improve it and complete it.

So, I decided to open this blog to keep trace of the various updates regarding the game. For the moment I’ve just edited the About sections, but I’ll add shortly the download links (both in English and Italian) to the side bar, and I’ll dig into WordPress‘ options. I’ll try to do everything today, because I’ll be in Bertinoro for the weekend.

What’s interesting in Bertinoro, a lonely village on top of one of the rare hills of Romagna, this weekend? InterNosCon’12, that’s what! Three days of gaming, company and good food, aiming for relaxed and healthy fun. Plus, I’ve heard that this weekend there will be a jazz convention too, so they’re going to be three exciting days!

Well, well… As always, I wanted to write a brief and to the point post, but I’ve managed to give birth to this awfully long monstrosity. So, I think I’ll go to bed now, because it’s 3 am in Italy, and my brain is starting to trick me again.

Bye bye!