Intervista per grynarracyjne.pl

ITALIANO (English version in next post)

Poco dopo la pubblicazione dei risultati del “Game Chef”, sono stato contattato dal sito polacco grynarracyjne.pl, che mi ha chiesto di potermi intervistare. Naturalmente ho risposto di sì, e oggi è uscito l’articolo contenente l’intervista (in Polacco), intitolato “La fiction è importante”.

Per tutti quelli che, come me, di Polacco capiscono ben poco, posto la traduzione in Italiano.

Domanda – Potresti scrivere qualche frase su di te, sul gioco e sul “Game Chef”?

Risposta – Be’, non credo che ci sia molto d’interessante da sapere su di me. Ho ventisei anni, studio webdesign e letteratura e nel frattempo progetto qualche sito qua e là per finire l’università. Bella noia, eh?

In compenso, credo di conoscere la maggior parte dei giocatori italiani di story-games, e anche alcune delle star internazionali.

Novanta minuti è il mio primo tentativo di scrivere un gioco. Ho partecipato al “Game Chef” di quest’anno perché alcune persone si sono offerte di organizzare una sezione italiana del contest e di tradurre poi i giochi qualificatisi per le finali.
Ho visto un sacco di belle idee e sono contento di aver partecipato a questa edizione.

D – Come mai hai scelto un argomento così difficile?

R – Be’, non l’ho esattamente scelto. Il tema di quest’anno è stato pubblicato un po’ prima degli ingredienti, e quando ho visto che si trattava di “ultima occasione” ho immediatamente pensato a un’ultima occasione che sarebbe potuta accadere nella vita, come appunto un ultimo saluto a una persona cara.

Non pensavo che fosse un’idea particolarmente originale, ma poi, dando uno sguardo alle bozze degli altri giochi sui forum di sviluppo, ho notato che la maggior parte di essi era focalizzata su altri tipi di “ultima occasione”, come ad esempio l’ultima occasione di salvare la Terra, o di giocare a uno specifico gioco, o di raccontare una determinata storia – così ho deciso di provarci.

D – Qual è stato il problema più grosso?

R – Uhm, non saprei. Il gioco è passato abbastanza fluentemente dalla testa alla penna; non è particolarmente lungo, e mi è venuto in mente in un unico blocco – avevo chiare le meccaniche principali praticamente fin dall’inizio.

Credo che le restrizioni sul tempo e sul numero delle parole mi abbia aiutato molto a focalizzarmi su che cosa fosse necessario e che cosa fosse superfluo, e sul come presentare il gioco nel modo migliore di cui fossi capace.

D – Continuerai a lavorare al gioco?

R – Sì, credo di sì. C’è questa specie di maledizione che ha afflitto i vincitori delle scorse edizioni del “Game Chef”, ed è che il gioco risultato vincitore viene spesso abbandonato o comunque non terminato, mentre altri giochi che non hanno vinto sono diventati enormi successi, e bellissimi giochi (penso, ad esempio, a Polaris, The Mountain Witch o The Play’s the Thing).

Cercherò quindi di spezzare la maledizione e di finire il gioco. Non so poi se lo pubblicherò, ed eventualmente in quale forma, ma sono deciso in ogni caso a completarlo.

D – Che cosa ha significato per te la vittoria? Come sintetizzeresti l’esperienza del “Game Chef”?

R – Be’, sono contento, perché mi piace l’idea alla base del gioco e fa sempre piacere quando qualcuno apprezza qualcosa che hai creato – soprattutto se, in questo campo, si tratta di persone come Mike Holmes e Jonathan Walton.

Comunque, a parte questo, il “Game Chef” è un concorso amichevole, e la parte importante del contest non è la vittoria, ma leggere e recensire giochi scritti da altri giocatori, e credo che questa sia la cosa più interessante.

Inoltre, quest’anno ha visto una partecipazione imponente di giocatori italiani (con 15 giochi in Italiano e 2 in Inglese!), ed è esaltante far parte in qualche modo di questa nuova ondata di progettazione di giochi moderni da parte di Italiani!

D – Hai qualche consiglio da dare a chi si approcci adesso alla progettazione di giochi?

R – Considerando che sono a mia volta un novizio, non sono sicuro di avere pillole di saggezza da distribuire…

La prima cosa che mi viene in mente, perché l’ho notata come problema in quasi tutti i giochi che ho recensito, è piuttosto tecnica: la fiction è importante.

Quando gioco a un gioco di roleplay, la cosa che mi stimola maggiormente è il vedere come quello che, attraverso i/l miei/io personaggi/o, faccio si riflette sul mondo che noi giocatori stiamo immaginando, e come questo mondo si espanda a sua volta nelle meccaniche. Se riesco a sentire che le mie azioni hanno un impatto sul mondo immaginato, e che il mondo così cambiato ha un impatto sulle meccaniche del gioco, riesco ad appassionarmi alla fiction a un livello profondo, e penso che quello sia il momento in cui si crei la vera magia.

Quindi, in breve, ritengo che in un gioco sia importante collegare strettamente le meccaniche e la fiction che immaginiamo. Per un ottimo esempio di come questo possa essere fatto, consiglio di giocare ad Apocalypse World, di Vincent Baker.

La seconda cosa che mi viene in mente è questa: gioca. Gioca un sacco, e divertiti un mucchio.

Se stai progettando un gioco, tutti i Big Model, Threefold Model, FUNnel Model e Verità Jeep del mondo non riesco a eguagliare l’impatto di una singola, intensa, divertente sessione di gioco. Se veramente vuoi imparare a esprimerti attraverso la scrittura di giochi, inizia facendoti un regalo: gioca parecchio e divertiti giocando.

Potrebbe sembrare un’affermazione retorica, ma è quello che è accaduto a me: ho giocato molto, ho attraversato tante sessioni intense, e i concetti di teoria sono quindi risultati più approcciabili, perché sapevo ricollegarli a esperienze concrete che me li facevano apparire più chiari.

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Aggiunti feed RSS || RSS feed function added

ITALIANO

Ho aggiunto i feed RSS. Non so per quale motivo li avessi disattivati, sto ancora prendendo confidenza con WordPress.

Ok, nulla di più, questa era una semplice comunicazione tecnica.

A lunedì!

ENGLISH

I’ve added the RSS feed function. I’m not sure why I disabled it in the first place, I’m still adjusting to WordPress.

Anyway, this was just a quick technical update.

See you on monday!

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Aggiunti link per il download || Download links added

ITALIANO

Un post veloce per segnalare che ho aggiunto nella barra laterale i link per scaricare la versione di playtest del gioco, sia in Italiano che in Inglese.

Questa versione è leggermente diversa da quella presentata al “Game Chef”: ho modificato un paio di sezioni del testo per aggiungere considerazioni dovute al feedback ricevuto finora e ho corretto qualche typo. Per la versione Inglese, mi prendo la completa responsabilità per gli errori del materiale modificato, visto che questa volta non è passato sotto agli occhi della bravissima Giulia.

Mi sono poi reso conto di una cosa terribile, ieri, mentre verificavo quale nome del dominio fosse disponibile: 90 minuti è la durata di una partita di calcio, ed è un’espressione usata spesso in quell’ambito.
A costo di risultare impopolare, specifico chiaramente subito che il gioco non ha nulla a che vedere con il calcio, e che se il titolo non mi piacesse così tanto non esiterei un istante a cambiarlo (riesco a sentire da qua le urla degli appassionati di calcio che sono arrivati qui convinti di trovare un’appendice della Gazzetta dello Sport).

Not on my watch!

Bene, sto facendo i preparativi per l’InterNosCon’12… Al prossimo post, che sarà sicuramente dopo lunedì!

ENGLISH

Just a quick post to point out that I’ve added to the sidebar the links to download the playtest version of the game, both in English and Italian.

This version is slightly different from the one I submitted to “Game Chef”: I modified a couple of sections of the text to add considerations that I made after receiving some feedback, and I spotted one, maybe two typos. I also take full responsbility for the horrible English of the parts I’ve added, because they weren’t supervised by awesome Giulia, but only written by me.

Also, yesterday, while searching for a free WordPress domain, I had a horrible revelation: 90 minutes is the default time of a soccer game, and (especially in Italy) it is also used as a common expression that refers to that scene.
At the cost of being unpopular, I’ll clearly specify right now that the game has nothing to do with soccer, and that if I didn’t like the title so much, I wouldn’t hesitate a second to change it (I can hear from my home the screams of soccer fans that got here in search of a sport magazine appendix).

Right now, I’m packing for InterNosCon’12, so… See you next post, that will surely be after monday!

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Per sconfiggere la maledizione del Game Chef || To defeat the Game Chef curse

ITALIANO

La maledizione. Già, perché pare che i giochi che hanno vinto il “Game Chef” negli anni passati poi tendenzialmente siano spariti nel nulla, o comunque il loro sviluppo sia stato interrotto dopo la vittoria.

Io sono piuttosto deciso a spezzare questa maledizione. Il gioco che ho scritto mi stimola a farlo e, a meno che all’atto pratico non si riveli rotto al punto da essere irrecuperabile, sono intenzionato a playtestarlo, riscriverlo, migliorarlo e completarlo.

Quindi, alla fine ho deciso di aprire un blog per tenere traccia degli aggiornamenti. Per il momento ho solo sistemato le sezioni About, ma a breve conto di inserire nella barra laterale i link alle versioni attuali del testo (sia in Italiano che in Inglese) e smanettare con le opzioni di WordPress. Cercherò di fare tutto in giornata, perché il fine settimana sarò a Bertinoro.

Che cosa c’è a Bertinoro, un paesello sperduto su uno degli sparuti colli romagnoli? C’è l’InterNosCon’12, ecco che cosa c’è! Tre giorni di gioco, compagnia e buon cibo all’insegna del divertimento sano e rilassato. Inoltre, ho saputo che in questo stesso fine settimana a Bertinoro si svolgerà anche una manifestazione jazzistica, quindi saranno tre giorni sicuramente eccitanti!

Bene, al solito volevo fare un post breve e conciso, e invece ho sbrodolato più del dovuto. Ora lo trascrivo qui sotto in Inglese per gli amici anglofoni e poi vado a letto, ché è già tardi e il cervello sta ricominciando a farmi giochetti strani.

Ci sentiamo!

ENGLISH (sorta)

The curse. Yes, because it seems that the games that won the “Game Chef” in the past years have tended to vanish, or anyway they have not been further developed, for the most part.

I’m willing to break this curse. The game that I wrote stimulates me to do it and, unless it proves broken to a point in which it’s unmanageable, I definitely want to playtest it, rewrite it, improve it and complete it.

So, I decided to open this blog to keep trace of the various updates regarding the game. For the moment I’ve just edited the About sections, but I’ll add shortly the download links (both in English and Italian) to the side bar, and I’ll dig into WordPress‘ options. I’ll try to do everything today, because I’ll be in Bertinoro for the weekend.

What’s interesting in Bertinoro, a lonely village on top of one of the rare hills of Romagna, this weekend? InterNosCon’12, that’s what! Three days of gaming, company and good food, aiming for relaxed and healthy fun. Plus, I’ve heard that this weekend there will be a jazz convention too, so they’re going to be three exciting days!

Well, well… As always, I wanted to write a brief and to the point post, but I’ve managed to give birth to this awfully long monstrosity. So, I think I’ll go to bed now, because it’s 3 am in Italy, and my brain is starting to trick me again.

Bye bye!

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